Ai funerali della mia mamma, il 21 dicembre dell'anno scorso, ho riabbracciato
tante persone, ho rivisto tanti visi, quelli dei sopravvissuti dopo la guerra
e dopo gli anni trascorsi dai tempi della mia infanzia, vissuta tra vico Paolo
Bottoni e via Duomo, tra la fontana del Duomo e i "culuonne" di Piazza dei Giudici.
Mi sono rivisto bambino, in continuo movimento con la mia biciclettina tra il
bar di mio nonno Stefano, il salone del barbiere Grimaldi detto "Fasulillo",
la merceria della Signora Cosmi, tra le due pasticcerie Natale Francesco e Luigi,
il negozio di scarpe della Signora Pesa, donna Carmela, il tabacchino del burbero
Tatano Camardella (ove compravo il "cartoccio" con la sorpresa!),il vicino forno
dei fratelli Minieri...e altri ancora. La mia è stata una infanzia felice, perchè
perennemente coccolato dalle tante persone che mi vedevo intorno, non solo dai miei genitori e dai nonni, in un angolo di mondo ove tutto funzionava e tutto era
tranquillo, non vi era ombra di immondizia(come facevano?),le strade venivano
...lavate(!), non vi era traffico(una sola auto: la balilla del dottore Lusi!).
Purtroppo, con la guerra tutto questo è stato tragicamente cancellato. Ed è
cambiato il mondo! Come fanno i bambini di oggi nel presente squallore?
martedì 4 dicembre 2007
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2 commenti:
Caro Professore, bella la sua immagine di una Capua in cui si "lavavano" le strade ... e anche i ricordi di posti e persone ormai simbolo di quell'epoca. Ho vaghi ricordi anch'io del barbiere "Fasulillo" a ridosso della Pro Loco lungo il Corso Appio (ricordo le sue interminabili carezze al "lobo" inferiore dell'orecchio date a noi bambini mentre si era fermi con i "grandi" che parlavano tra loro) e del tabacchino "Gambardella" col suo grosso bancone di legno dove le caramelle erano sempre troppo in alto per i nostri gusti (per un breve periodo il tabacchino è stato gestito dalla mia nonna acquisita e da nonno Lo Prejato, quindi lo frequentavo molto spesso). Lasciando il passato, oggi le strade non vengono più lavate (viste le condizioni, suppongo che nemmeno il lastricato dei Portici, tanto osannato all'inaugurazione, sia mai stato ripulito da allora). Come fanno i bambini di oggi? Tra Sky-TV, Internet e PlayStation hanno tutti un mondo virtuale parallelo a quello reale e tutte le loro scelte sono fortemente inflenzate da questo mondo. Ricordo che qualche anno fa, uno dei miei figli, mentre scrivevamo insieme la "letterina per Babbo Natale" era a corto di idee sui regali da chiedere. Pensa che ripensa, non gli veniva nulla in mente. Allora che fa per risolvere il dilemma ? Chiede al fratello più grande di accendere la TV e passare su Italia-1 ... prenderà qualche idea dalle pubblicità ... che tristezza ! Ricorderà anche lei la distesa di giocattoli che ogni anno in questo periodo era esposta in Piazza dei Giudici ... tra la Chiesa e l'Arco Mazzocchi ? con tutto quello che si potesse desiderare ...
Carò Papà, anch'io grazie a te, la Mamma, la Nonna , il fratellone e tutta la Famiglia, ho avuto un'infanzia felice. Quando metterò al mondo un figlio (finalmente dirai tu), mi farò le tue stesse domande e avrò mille preoccupazioni. Ma se manterrò il sangue freddo, riuscirò ad impormi e mi sforzerò di comportarmi come voi avete fatto con me, allora crescerò figli felici. Perchè vivi a Milano! Dirai tu!. No, no, qui la solfa non cambia. Esistono interi quartieri in degrado, che ricordano tanto Le Baulines parigine. E la sporcizia non si vede, c'è di altro genere. Bisogna vivere propositivi, come mi hai insegnato tu. Attingere quanto più è possibile da Madre Natura. E' più saggia ed equilibrata di un santone indiano. Bisogna lottare. E adesso tocca a noi. Come hai fatto sempre anche tu. Non hai mai avuto paura di parlare, ribellarti, confrontarti, aprirti al dialogo. Ecco. Ciò che bisogna fare per crescere bene i propri figli. Guardare alle ricchezze che ci passate voi. Quelle umane , di comportamento e modo di vivere. Granitici nel non scendere a compromesso con la velocità del mondo di adesso e rallentare fino a sfiorare i vostri ritmi. Quelli che consentono di ammirare un albero che cresce e un vecchio che prende per mano un bimbo. Si, per stare bene, bisogna guardare a voi. Certo, pensarà un genitore che mi legge "Bella forza, tu un sai cosa vuol dire avere un figlio". Vero, è più facile individuare la strada giusta per chi guarda dal di fuori. Ma perchè almeno non rifletterci un pò su?
Grazie Papà!
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